Osservatorio sui Balcani
L'Osservatorio sui Balcani nasce in risposta al bisogno di strumenti per agire in modo informato e insieme critico nei confronti del sud-est Europa.
Intende favorire il superamento della cultura dell'emergenza, collegare la cooperazione con l'impegno per la pace e alimentare processi di sviluppo sostenibili dal punto di vista sociale, culturale, ambientale ed economico.
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Country
Italia
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Joined OneWorld
16.09.2003
Features
31.05.2007
E' iniziata in Commissione affari esteri del Senato la discussione sulla riforma della cooperazione allo sviluppo, attesa da oltre un decennio e più volte arenatasi nelle scorse legislature. E’ un impegno assunto dall’attuale maggioranza in campagna elettorale e dunque c’è attesa e fiducia di raggiungere finalmente un risultato concreto. La stessa scelta del Governo di proporre una legge delega – per cui il Parlamento approva un testo breve con i soli principi essenziali della riforma, mentre la sua definizione completa è lasciata all’esecutivo tramite successivi decreti attuativi – è un segnale forte di assunzione di responsabilità, oltre che un tentativo di accorciare i tempi. Alcuni lamentano il rischio che ciò impoverisca il dibattito in sede parlamentare. Ma la paralisi attuale della cooperazione allo sviluppo necessita di un intervento rapido che superi l’attuale legislazione del 1987, ferma ad un’epoca storica ormai tramontata. di Mauro Cereghini
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Imagen: Aiuti in situazione di emergenza
06.03.2007
La Corte Internazionale di Giustizia si è finalmente pronunciata sul ricorso della Bosnia ed Erzegovina contro la Serbia per violazione della Convenzione sulla Repressione e Punizione del Crimine di Genocidio. Il procedimento è durato 14 anni ed era iniziato al tempo della guerra, quando Sarajevo era sotto assedio. Già nel 1993 il governo della Repubblica di Bosnia ed Erzegovina aveva denunciato alla Corte Internazionale di Giustizia l’allora Jugoslavia per violazioni della Convenzione. La Convenzione prevede infatti la giurisdizione della Corte Internazionale in caso di dispute tra Stati firmatari della Convenzione. In base alla Convenzione quindi, la Corte può solamente determinare l’esistenza della responsabilità civile, non penale, degli stati. di Massimo Moratti
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Imagen: Fosse comuni a Srebrenica
13.02.2007
Parlando alla cerimonia al Quirinale, dove ha consegnato l'onorificenza e le medaglie alla memoria a trenta italiani uccisi “durante la persecuzione etnica avviata dalla milizia di Tito alla fine della guerra” - come scrive “La Repubblica” di Roma, Napolitano ha parlato in modo insolitamente severo e non critico dei crimini che hanno avuto come esito le foibe, esecuzioni sommarie nelle fosse carsiche dell'Istria e della costa slovena, dove hanno incontrato la morte fra il 1943 e il 1945 molti collaboratori fascisti, criminali nazisti in cerca di vendetta, ma anche molte vittime innocenti. Invece, Napolitano ha presentato questa tragedia in modo unilaterale, sottolineando che il “dramma del popolo giuliano-dalmata è stato creato da un moto d'odio e furia sanguinaria, e dal piano slavo annessionista che assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica”. In nessun modo Napolitano ha detto che il problema delle foibe è molto più complesso...
di Damir Grubisa su Novi List
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Imagen: Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano


